quell'isola ha il potere di rimanerti tatuata negli occhi
e si sa che un tatuaggio e' per sempre, magari sbiadisce ma questo e' uno di quelli che vale la pena andare a farsi ribattere
in ordine sparso: cascate, ghiacciai, geyser, pozze d'acqua bollente, solfatare, oceano, fiordi, laghi, vulcani, strade che corrono su stretti passi di montagna, campi di lava non si lasciano descrivere ne' a parole ne' ad immagini perche' sarebbe come fare l'interpretazione dei miei disegni dell'asilo
esserci stata e' una delle cose migliori che io abbia mai fatto per me stessa
essersi stata con la Biri e la Sara e' una delle cose migliori che siano mai state fatte al mondo, si classifica giusto dopo la scoperta della penicillina e l'invezione del telefono
solo per dare un'idea di com'e' iniziato tutto:
atteriamo a Keflavik intorno a mezzanotte e c'era chiaro come in italia alle otto, prendiamo il pulmino che ci porta fino alla guesthouse che avevo scelto a caso su internet. Il tizio islandico era andato a dormire lasciandoci le chiavi per il nostro mini appartamento sul tavolo della colazione con un biglietto che diceva di riposarci e che ci saremmo visti a colazione.
Cerchiamo i nostri letti, ci avvolgiamo in quei magici piumoni della consistenza dei marshmellows, ci armiamo di mascherine per gli occhi (delle fighe, indubbie) e prendiamo una sonora facciata nel materasso.
Il giorno dopo ci alziamo con l'appetito di una muta di lupi al disgelo, grazie all'aria frizzantina, saltiamo nei vestiti e aggiustiamo la rotta verso la stanza della colazione (dei campioni tra l'altro).
Faccio per uscire mentre le mie due compagne di merende ancora di allacciano le scarpe e vedo passarmi di fronte il ragazzo del b&b che ha tirato su le lenzuola dalle altre stanze e le porta a lavare.
Il ragazzo era notevole.
Allora mi giro e urlo come una pescivendola alle altre due : OOOOOOOOOOH GENTE! NE HO GIA' VISTO UNO BRAVISSIMO!
E il tizio da fuori: GRAZIE!
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