Se c’è qualcosa che notoriamente mi fa sta bene è rispettare le piccole tradizioni settimanali.
Sto parlando del giovedì alcolico.
Io e quella fulminata della mia vicina di scrivania, ottima compagna di sbronze, il giovedì sera ci trasciniamo dopo il lavoro fino in centro, per un drink.
Ok, due.
Va bene, anche tre.
Il nostro posto designato è un cocktail bar, in classifica sull’Indipendent come sedicesimo miglior bar di Gran Bretagna, abbastanza alternative, dove trovi i manzetti infiocchettati che vanno alle corse dei cavalli ma il ragazzo che tira su i bicchieri vuoti è coperto di piercing e indossa stracciatissimi kombats verde militare.
E’, tra l’altro, l’unico posto che io conosca, in questa ridente cittadina, dove non ti misurino alla goccia gli shots che vanno nei tuoi bicchieri ma mischino tutto in maniera sbarazzina.
Lovely.
E l’alcool è di quello che non ti ribalta lo stomaco il giorno dopo, quindi di qualità.
Ma l’attenzione mia e di Z ultimamente si è spostata, non facciamo molto caso a quello che viene versato ma a chi lo versa.
Vi presento Mr Evil.
Mr Evil gioca con le bottiglie, ha la maglietta macchiata di succo di mirtillo e una simpatica beer-belly.
Mr Evil ha quel fascino sexy dell’uomo arrogante e strafottente.
Mr Evil non sorride. Mai.
Quindi io e Z, che siamo delle deficienti di indubbia fama, tutte le volte proviamo a fargli increspare la bocca di qualche millimetro.
Il risultato non ha prezzo perché Mr Evil può vantare, in realtà, un sorriso smagliante.
Dopo qualche mese a sbavare sul bancone il gioco ha perso però un po’ di smalto.
Quindi l’altra sera al secondo cocktail sono rimasta un po’ sorpresa quando il burbero bar-man mi pianta gli occhi in faccia e mi fa: So, what's your name?
Io, da perfetta sfigata, mi sono girata per vedere se ci fosse qualcuno dietro di me perché tutto ciò è arrivato inaspettato.
Ce l’aveva con me…
Ilaria!
What?!
Ilaria!
Sorry?
Yeah, complicated… what’s yours then?
Matt
(notare la genialità da professionista del flirt qui →) oh, really? Like my brother… (doh!)
So, you work at (nome di un bar lì vicino)?
Who? Me? No, I work at the university…
Ah, all right, then there’s a girl there that seems very much to you…
Oh, really? Disappointing…
Why?
You know, I’ve always thought I was unique..
….yeah… of course you are… that’s 8,75£
Oggi l’ho visto per strada e ho avuto il tuffo al cuore tipico delle quindicenni… mi sono girata fulminea ad ispezionare con attenzione la vetrina del ferramenta.
Tra quanto posso tornare a bere lì senza che lui pensi che gli muoio dietro?